la donna, ancora per molti aspetti giuridicamente minore;
i vecchi e gli inabili al lavoro, lasciati dalla mancanza di protezione sociale alla mercè della beneficenza pubblica o privata;
i minorenni, che la dura sorte priva della normale protezione della famiglia.
Quindi pienezza della capacità giuridica della donna, avviamento alla sua capacità politica, assicurazione obbligatoria della vecchiaia e contro le malattie, assistenza dell'infanzia e dei minorenni abbandonati.
Non osammo parlar senz'altro di piena capacità politica della donna (elettorato femminile universale) poichè in questo, come negli altri campi, una democrazia di governo non può perdere di vista l'insieme delle reali condizioni del paese e dissociare il criterio dottrinale dell'astratta giustizia da quello pratico del risultato prevedibile, utile o meno ai paralleli ed ulteriori progressi degli istituti democratici.
Nel campo delle autonomie collettive:
riforma e disciplina del diritto di associazione, contemperando ai fini sociali utili che le categorie di associazioni si propongono l'ampiezza del loro essere giuridico e la facoltà di possedere. E in questo campo rientrano anche la limitazione che è necessario imporre alle congregazioni, moltiplicantisi oggi, come associazioni di fatto, in onta alla legge, il contratto collettivo di lavoro, l'esistenza legale e la funzione dei sindacati;
autonomie degli enti locali, così che esse siano commisurate alla capacità di sviluppo dei singoli enti ed ordinate intorno a corpi regionali elettivi, muniti di sufficienti poteri e non schiacciati dal peso degli organi del potere esecutivo centrale;
riforma della burocrazia. La necessità e i criteri di questa riforma esponeva eloquentemente, nella relazione al bilancio preventivo per gli affari interni per il 1913-14, l'on. Aprile.
La politica di tutela e di incremento delle energie sociali riguarda: