Queste furono le circostanze fra cui si svolse il duplice episodio dell'armistizio; circostanze che abbiamo scrupolosamente vagliate, e sulle quali non temiamo di essere smentiti da nessuno dei testimonj o degli attori, fortunatamente ancor vivi, dell'episodio stesso. Ora ognuno può agevolmente vedere quanto dovrebbero allontanarsi dal vero quelli che volessero adoperare dei morti per inasprire le passioni dei vivi.
S'è tentato di sfruttare questo episodio per rimpicciolire il significato grande del pensiero di una città. S'è acuito l'orecchio, fra un coro innumerevole di negative, alla negativa di un uomo solo, per farne l'onore esclusivo di quest'uomo.... o l'accusa di altri. E il famoso no di Cattaneo è passato dall'immaginazione politica di Alberto Mario[77] alle immaginazioni drammatiche del palco scenico[78].
La storia è tutta composta di sì e di no; ed un partito politico che abbia lo sguardo nell'avvenire non ha interesse a confiscare questi monosillabi che si ritorcerebbero in troppe altre occasioni contro di esso. Infatti, se dei no si volessero fare delle bandiere politiche, vi sono altri partiti che potrebbero reclamare per sè il no di Vittorio Emanuele al maresciallo Radetzki, dopo la battaglia di Novara, o il no del barone Ricasoli ai diplomatici francesi che insistevano per l'autonomia toscana, o il no del generale Lamarmora all'imperatore d'Austria, che offriva di cedere il Veneto a patto che si lasciasse sola la Prussia.
Fare di questo no del 1848 il merito d'un solo cittadino, per quanto illustre, equivale ad abbassare la meravigliosa unanimità di voleri che fu il fenomeno caratteristico delle cinque giornate.
Forse che se Cattaneo avesse avuto, in un quarto d'ora di debolezza, l'inspirazione di sostituire un sì ad un no, forse che il popolo l'avrebbe seguito? lo ha seguito forse due giorni prima, quand'egli voleva, con un altro no, che si sostituissero agitazioni pacifiche a insurrezione popolare? Che sugo c'è, quando si hanno parecchi cittadini a cui far risalire l'onore di una decisione virile, nel volerla attribuire a beneficio di uno solo?
È tutta perdita per una nazione l'essere in pochi, peggio poi l'essere uno solo a veder giusto. E a noi fa meraviglia come la democrazia, smentendo di sè stessa la parola e l'idea, si affanni talvolta a sfrondare essa di questa gloria la cittadinanza milanese, consultata ne' suoi combattenti, per farne il patrimonio esclusivo di un uomo che, quand'anche ne avesse avuto la volontà, non aveva in quell'ora il potere di agitare, come Argante, fra le pieghe del suo mantello o la pace o la guerra.
Quanto meglio avremmo provveduto alle ragioni del vero ed alla dignità della nostra rivoluzione, se, abdicando almeno per cinque giorni sopra un secolo alle passioni di parte, avessimo francamente riconosciuto la lealtà e il patriottismo di tutti.
Giacchè è un'altra esagerazione, — è un'altra ingiustizia, dopo avere fatto merito ad uno solo dell'opinione trionfante, l'avere addossata a troppi l'opinione sconfitta. Quelle tre o quattro persone che l'avevano patrocinata erano uomini rispettabili, di sicuro amor patrio, e i cui argomenti, se anche non riconosciuti opportuni, s'inspiravano però a quello stesso programma d'indipendenza a cui si appoggiava l'opinione contraria. Negandolo, non si fa della storia, si scrivono dei libelli.
E il Cattaneo, che nella sua violenta pubblicazione non rifinisce di chiamare i suoi avversarj del Governo Provvisorio i servili o i ligi o i municipali o i ciambellani malcontenti o i faccendieri regi, dimentica troppo che questi stessi uomini, poco tempo dopo, respingevano, contro il desiderio di Carlo Alberto, la pace al Mincio offerta loro dall'Austria; e ciò per un'altra preoccupazione d'italianità, che oggi si può discutere, che si può forse biasimare, ma che ad ogni modo moveva da intenti assai diversi e affatto contrarj a quelli che il Cattaneo costantemente loro suppone[79].
Guai se l'orgoglio del successo ci fa dimenticare il quarto d'ora dell'incertezza! guai se portiamo nel giudizio postumo sugli eventi politici quella stessa intransigenza che talvolta è necessaria per compierli!