“Conto abbastanza sulla vostra imparzialità, signor Redattore, per non dubitare punto che vorrete inserire questa mia dichiarazione nel vostro prossimo numero.„
“Ho l'onore di essere, ecc. ecc.„
“Federico Confalonieri.„
Parigi, 29 settembre 1837.
[50]. Cantù, op. cit., p. 153.
[51]. Non vogliamo chiudere questa rubrica delle impressioni e dei giudizii altrui sul Confalonieri, senza aggiungervi il giudizio e l'impressione di altre due persone notevoli, non legate al celebre fuoruscito da nessuna comunanza di azione o solidarietà di sventura.
Il conte Francesco Arese, che di uomini eminenti ne conobbe e ne praticò davvicino parecchi, trovandosi in America quando v'era il maggior numero dei rifugiati politici, così scrive da New-York, il 13 marzo 1837, all'amicissimo suo Pietro De-Luigi, pur esule per causa politica e rimasto a Londra: “... in totale, quello che per talento, cognizioni e viste, val meglio è Confalonieri che si può dire essere un uomo distinto„.
E quella donna quasi perfetta che fu la marchesa Costanza Alfieri d'Azeglio così scrive al figlio Emanuele nel luglio 1843: “J'ai eu le plaisir de connaître Confalonieri, qui vient sonvent chez Maxime avec sa femme. C'est le point saillant de mon voyage. Je lui ai trouvé comme à Pellico cette douceur dans les manières si affectueuses qui est vraiment attachante. C'est un beau caractère. Soutenir avec fermeté un malheur si prolongé, sans apparence d'en sortir que par la mort; soutenir le malheur de leurs familles, sans se démentir jamais, quand, en capitulant avec leur conscience, ils pouvaient se racheter; on a beau dire, mais ce sont des hommes qui font honneur à notre époque, qu'ils l'aient comprise ou non; et je me sens en leur présence une vénération pour leur caractère et une satisfaction de les apprécier qui me dédommage de tant de choses qui choquent et blessent mes sentîments pour notre pays. C'est le contrepoids de tant de petitesses, bassesses et misères qui passent sous nos yeux...„
[52]. Si allude qui alla parte sostenuta dal Cattaneo a Napoli, quando fervevano intorno al dittatore le dispute circa l'ordinamento politico dell'Italia meridionale e la sua annessione — pronta o differita — al Regno di Vittorio Emanuele.
[53]. Cattaneo, Insurrezione di Milano, pag. 216.