— Se fossi uno di loro, odierei a morte la gente come noi — disse Charles.
— Infatti ci odiano. E non posso biasimarli — disse Raven, e fece un gesto per imporre il silenzio. — Ascolta.
“Voi fate come volete, io li inseguo. Non possono correre senza fare rumore, e io sparerò in direzione di qualsiasi rumore dovessi sentire. Vieni con me, Sweeny?”
“Sì, certo.”
Un rumore di passi crepitò sulla ghiaia oltre il cancello e si allontanò con cautela nella notte.
“E se fossero telecinetici? Possono evitare di farsi sentire.”
“Un telecinetico non può rimanere sospeso in aria per sempre. Per me, il vero superdotato è chi può digerire un confetto di piombo.”
“Piantala, Sweeny. Come facciamo a sentirli se continui a chiacchierare?”
Continuarono ad allontanarsi mentre le loro menti si concentravano soltanto nell’ascolto degli eventuali rumori fatti dai fuggitivi. Gli uomini rimasti al cancello continuavano a rimproverare le guardie per quella partita a jimbo che le aveva distolte dal servizio, e nello stesso tempo cercavano di rianimare il povero Jesmond.
Un’onda di onde neurali giungeva invece dall’interno del castello.