“Al capo verrà un colpo quando vedrà cos’è successo.”
“Credo che un insettivoco con una scatola dei suoi insetti potrebbe fare molto di più che…”
— Hai sentito? — disse Raven facendo un piccolo cenno al compagno. — Proprio quello che volevamo sapere. Thorstern non era al castello, ma lo stanno aspettando. Infatti l’uomo nella sala di trasmissione, quando l’ho visto cadere a terra, non somigliava minimamente a Thorstern. Doveva essere un malleabile.
— Io me ne sono accorto nel momento in cui sono entrato in contatto — disse Charles. — Recitava molto bene, e non avevo avuto il minimo sospetto. È stata una sorpresa… Ma non certo paragonabile a quella che ha provato lui grazie a me.
— Ormai ha finito di restare sorpreso! La morte mette fine a tutto, vero?
Charles ignorò la domanda, perché la risposta era ovvia.
— La sala di trasmissione era protetta da schermi d’argento per evitare penetrazioni mentali dall’esterno. Si chiamava Greatorex. Ed era uno dei tre mutanti che avevano libero accesso al castello.
— Per motivi speciali.
— Sì. L’avevano addestrato a impersonare Thorstern, e Thorstern era diventato il suo secondo io. Ecco perché diceva di essere invulnerabile. Lui parlava a nome di due persone. Il vero grande capo era invulnerabile soltanto perché non si trovava in quella stanza. — Charles rimase un attimo in silenzio. — I tre mutanti fanno il loro servizio e turni al castello ogni volta che Sua Eccellenza, lo richiede.
— Dove sono gli altri due? Ha detto qualcosa la sua mente?