— Me ne dovete già dieci per il buco sul sedile.
— Vi pagherò quando scendo.
— Bene. — Soddisfatto, l’autista raccolse il cilindro alato dal cassetto e lo osservò curiosamente. Poi lo lasciò ricadere.
— Dite un po’! Come facevate a sapere che era nascosto sotto il sedile?
— Qualcuno lo aveva in mente.
— Come?
— La gente che spara oggetti attraverso le portiere aperte dei taxi non dovrebbe pensare a quello che sta facendo, anche se si trova a cinquecento metri di distanza e in un luogo che non si può individuare. A volte i pensieri si possono ascoltare e possono mettere in guardia quanto una sirena di allarme. — Raven fissò lo sguardo sulla nuca del tassista.
— Siete mai stato capace di fare qualcosa senza pensare a quello che stavate facendo?
— Soltanto una volta. — L’autista sollevò la mano sinistra per mostrare il pollice mozzo. — Mi è costato questo.
— Un bel ricordo — disse Raven. Poi, più a se stesso che all’altro, aggiunse: — Peccato che i microtecnici non siano anche veri telepati.