— David! Cosa ti porta da queste parti?

— Dovresti già saperlo, dato che non ho usato l’espediente di tenere la mente chiusa.

— È vero. — La donna passò dal linguaggio vocale al sistema di comunicazione telepatico, per il semplice motivo che le riusciva più facile.

— Di che si tratta?

Raven rispose alla stessa maniera, e cioè mentalmente. — Di due uccelli. — Le sorrise. — I due uccelli che io spero di uccidere con un solo sasso.

— Uccidere? Perché devi usare lo spaventoso termine uccidere? — Un’espressione di ansia le comparve sul volto. — Ti hanno convinto a compiere qualcosa. Lo so. Lo sento, anche se tu cerchi di tenerlo nascosto nella mente. Ti hanno convinto a intervenire. — Si mise a sedere su un divano pneumatico e fissò lo sguardo alla parete. — C’è una legge, non scritta, che ci prescrive di non essere mai tentati a intervenire tranne che per il motivo primario di opporsi ai Deneb. Inoltre, la non-interferenza addormenta tutti i sospetti, e li incoraggia a pensare che siamo incapaci.

— È una logica eccellente, ammesso che le tue premesse siano esatte. Ma sfortunatamente non lo sono. Le circostanze sono cambiate. — Si sedette di fronte alla donna e la guardò. — Leina, su un punto abbiamo sbagliato. Sono più abili di quanto pensassimo.

— In che senso?

— Aggrovigliati nelle loro stesse contraddizioni, sono giunti al punto di frugare il mondo, nell’unica probabilità contro un milione di trovare qualcuno in grado di sbrogliare i loro nodi. E mi hanno trovato!

— Ti hanno trovato? — chiese lei, allarmata. — Come hanno fatto?