— Rubato — precisò Carson, e indicò un grosso pacco di documenti che stava sulla scrivania. — Avete commesso infrazioni con più disinvoltura di quanta ce ne voglia per bere un bicchier d’acqua. Ora cercherò di accomodare anche la faccenda dell’astronave. Ma non preoccupatevi. Tutta la responsabilità sarà mia. Certi pensano che io sia al mondo per questo. Devo trovare il modo di far sembrare che si è trattato di una appropriazione ufficialmente autorizzata. — Si grattò il mento, poi guardò Raven con aria mesta. — E non venite a dirmi che avete fracassato lo scafo nell’atterraggio. Dove l’avete lasciato?
Raven glielo disse. — Sarei atterrato direttamente all’astroporto, ma i due scafi della polizia mi hanno fatto cambiare idea. Sembrava che mi volessero arrestare. In questi ultimi tempi c’è stata fin troppa gente che mi voleva mettere le mani addosso.
— Manderò un pilota a prendere l’apparecchio. — Carson scostò con rabbia le carte che aveva davanti. — Grane, grane. Su questo tavolo arrivano soltanto delle grane.
— Per venire da Venere a qui c’è voluto un po’ di tempo, anche se mi trovavo a bordo di uno scafo superveloce. E così non ho notizie degli ultimi avvenimenti. Quali sarebbero queste grane?
— La settimana scorsa abbiamo ucciso due uomini che cercavano di far saltare un grosso ponte. Erano due Marziani. Il giorno dopo è saltata in aria una centrale elettrica. Dieci città sono rimaste senza luce e tutte le industrie entro un raggio di centocinquanta chilometri sono rimaste bloccate. Sabato abbiamo trovato un ingegnoso dispositivo alla base di una diga. È stato tolto appena in tempo. Se fosse esploso, le conseguenze sarebbero state disastrose.
— Ma non hanno…
— D’altra parte — continuò Carson, senza badare all’interruzione — gli scienziati hanno provato che l’esplosione della Baxter è quasi certamente dipesa da un incidente autentico. Dicono che il carburante, in certe condizioni eccezionali, diventa altamente instabile. Affermano comunque di aver già trovato il modo di impedire catastrofi analoghe.
— Questa è una cosa interessante.
Carson fece un gesto d’impazienza. — Io ricevo i rapporti, e devo considerare ogni disastro come una vera e propria opera di sabotaggio, fino al momento in cui non mi si viene a provare il contrario. Siamo ostacolati dall’impossibilità di distinguere all’istante l’incidente dovuto a! caso da quello dovuto a sabotaggio. Non possiamo neppure liberarci degli elementi sospetti. Teniamo ancora in carcere otto uomini catturati nella base sotterranea. Sono tutti Marziani e Venusiani. Personalmente li farei deportare e negherei loro il visto di ingresso. Ma è impossibile. Legalmente sono Terrestri, capito?
— Già, è un guaio. — Raven si protese sulla scrivania. — Mi state dicendo, con questo, che la guerra continua?