— È accusato di aver fatto pubblicamente minacce d’omicidio, e dato che la parte lesa è assente l’accusa verrà sostenuta dal pubblico ministero. Questo rende il mio compito molto più difficile. Le minacce sono registrate su nastro audiovisivo. Questo nastro verrà presentato alla Corte, e io non potrò negare l’evidenza. — Guardò Raven con aria triste. — Siete un suo amico?

— Sono il suo peggior nemico, per quanto mi risulta.

Glaustrab fece una risatina forzata. — Immagino che stiate scherzando.

— Vi sbagliate, Sammy. Sono l’uomo che lui voleva uccidere.

— Eh? — Spalancò la bocca, poi si piegò sulla scrivania e sfogliò nervosamente alcune carte.

— Vi chiamate David Raven?

— Esatto.

Glaustrab pareva completamente sconvolto. Si tolse gli occhiali, li appoggiò sulla scrivania, se li rimise e li cercò sulla scrivania.

— Li avete sul naso — lo informò Raven.

— Come? — Si scosse di colpo, poi rimase un attimo impacciato. — Già. Che sciocco. — Si rialzò, e infine tornò a sedersi. — Bene, voi siete il signor Raven. Il testimone d’accusa!