Poi la porta metallica si richiuse e i catenacci tornarono al loro posto. Grant rimase un attimo a osservare i battenti di ferro e le pareti senza finestre. Ed ebbe un brivido.
Dal fondo del corridoio in cui Raven e Leina si trovavano, giunse l’eco di una voce.
— Percorrete tutto il corridoio. Mi troverete nell’ultima stanza. Avrei voluto venire a ricevervi, ma sono certo che mi scuserete.
Era una voce cortese ma estremamente impersonale, priva di calore. Quando si trovarono di fronte alla persona che aveva parlato, notarono che aveva un aspetto corrispondente alla voce.
Il maggiore Lomax sedeva dietro una lunga scrivania. Era un uomo magro, di poco più di trent’anni, e aveva occhi azzurri che guardavano con una strana fissità. Portava i capelli biondi tagliati a spazzola. Ma le cose più caratteristiche erano l’estremo pallore del viso, quasi cereo, e la guancia permanentemente contratta da un lato. Indicò le uniche due poltrone esistenti nella sala.
— Sedetevi, prego. Vi ringrazio di essere venuti immediatamente. — Spostò gli occhi su Leina, poi tornò a fissare Raven. — Mi scuso per non essere venuto alla porta. Riesco a stare in piedi con difficoltà, e camminare mi è quasi impossibile.
— Mi spiace — disse Leina con compassione femminile.
Non era facile comprendere quale fosse stata la reazione di Lomax. Un rapido sondaggio mostrò che era un telepate di prima qualità, e che aveva uno schermo mentale efficientissimo. Volendo, però, Raven e Leina avrebbero forse potuto perforare le sue difese con un affondo simultaneo e violento. Per mutuo consenso, decisero di non tentare. Lomax doveva essersi accorto del primo tentativo di sondaggio, ma la sua faccia era rimasta impassibile.
Lomax prese alcuni fogli dattiloscritti che erano sulla scrivania, poi parlò con la stessa voce fredda e impersonale.
— Non so se sospettate il motivo della vostra convocazione, né posso immaginare quali saranno le vostre reazioni dopo che vi avrò parlato Comunque, prima di dare inizio al colloquio voglio farvi sapere che le mie funzioni sono stabilite qui.