— Mi faranno esaminare da un telepatico. E lui scoprirà la verità. Non posso raccontare delle menzogne… è impossibile.
— La parola impossibile dovrebbe essere cancellata dal dizionario. Potreste raccontare le più oltraggiose menzogne per tutta la durata di un viaggio da qui ad Aldebaran. Basta che vi condizioni un ipnotico più potente di voi.
— Non mi uccideranno — sussurrò Steen, preoccupato. — Mi manderanno in un luogo lontano, dove potranno tenermi d’occhio. Essere rinchiusi è una cosa ancora peggiore. Non potrò resistere. Preferirei morire.
Raven scoppiò a ridere. — Forse non lo sapete, ma avete detto qualcosa di vero.
— Voi siete nella posizione di poter considerare la cosa divertente — gridò Steen, senza avere perfettamente compreso quello che Raven aveva detto. — Non c’è nessuno in grado di tenervi prigioniero. In cinque minuti potreste confiscare il corpo della guardia e andarvene. A questo punto potreste anche impadronirvi del corpo dell’ufficiale adatto e firmare il foglio del vostro stesso rilascio. Potreste… potreste…
Nel cercare le infinite possibilità, quelle che portavano a un limite fantastico, la sua mente venne travolta da una violenta marea.
Leggendogli i pensieri, Raven sorrise appena. — Sì, è possibile pensare quello che si vuole. Ma anche se riuscissi a prendere il posto del capo della alleanza segreta Marte-Venere, non so se sposando la reginetta della Terra suggellerei una pace duratura. Voi avete letto troppi di quei volgari romanzi economici marziani, o li guardate sullo spettro-schermo.
— Può darsi — ammise Steen, ormai abituato al fatto che qualcuno leggesse i suoi pensieri e li criticasse. — Comunque, per fermare voi non c’è altro mezzo che uccidervi. — Girò un attimo lo sguardo verso Leina, poi tornò a rivolgersi a Raven. — E anche in questo modo non si otterrebbe niente, se ci sono altri mutanti come voi sempre pronti a prendere il vostro posto.
— Cominciate a considerare che saremo i vincitori, vero? — Raven tornò a sorridere, poi disse a Leina. — Sembra che abbia fatto bene a impadronirmi del suo corpo.
— Io dico che hai fatto uno sbaglio — rispose Leina con fermezza. — È sempre stato un male e sempre lo sarà.