— Su questo principio sono pienamente d’accordo — rispose Raven. Tornò a guardare Steen. — Sentite, io non sono tornato qui solo per divertirmi. Avevo delle buone ragioni, e riguardano voi.

— In che senso?

— Prima di tutto, volete passare dalla nostra parte, o insistete nel restare contro di noi?

— Dopo questa esperienza — disse Steen con un certo imbarazzo — sento che il cambiare bandiera sarebbe la cosa più sicura. Ma non posso farlo. — Scosse lentamente la testa. — Non è da me. Quelli che rinnegano la loro razza sono dei vigliacchi.

— Così preferite rimanere schierato contro i Terrestri?

— No! — Steen mosse i piedi, a disagio, e cercò di evitare lo sguardo fisso dell’altro. — Non voglio essere un traditore. E nello stesso tempo comprendo che la lotta contro la Terra è una pazzia… inutile. — La sua voce cambiò leggermente di tono. — Io voglio soltanto tornarmene a casa, starmene tranquillo, e soprattutto rimanere neutrale.

Era vero. Il suo pensiero lo esprimeva chiaramente. Steen aveva subito una scossa profonda e aveva perso tutto l’entusiasmo di una volta. È già terribile perdere un braccio o una gamba, ma è più terribile ancora essere privati del corpo intero.

— A casa forse vi sarà difficile fare da semplice spettatore — suggerì Raven. — Quando i fanatici vanno in cerca di qualcuno su cui sfogare il loro disprezzo, normalmente scelgono un neutrale.

— Correrò il rischio.

— Come volete — concluse Raven, facendo un cenno verso la porta. — Quella è la strada verso la libertà. Il prezzo da pagare è una sola informazione.