“Avrebbero potuto mandare con noi anche un telepatico. Ho sentito dire che i migliori sanno leggere il pensiero di una persona che si trova lontanissima.”

“Non ci saranno mai lettori di pensiero tra noi. Il pubblico non vuole. Dopo le proteste di due secoli fa, quando volevano istituire il corpo di polizia sensoria, è nata la regola che nessun telepatico potesse mai entrare nella polizia.”

“Il pubblico!” esclamò un terzo, in tono di sprezzo.

“Fa’ girare un po’ più forte le eliche. Il giardino è fatto di terra, non di spugna. Non puoi parlare senza chiudere gli occhi?”

“Chi sta pilotando, tu o io? Quando tu succhiavi ancora i bastoncini di zucchero, io sapevo già atterrare su pezzi di terra grandi quanto un fazzoletto.”

Pausa.

“Tenetevi. Stiamo per toccare.”

L’elicottero scese di fronte alla finestra. Sembrava penzolare da due anelli di luce. Poi affondò i pneumatici in un’aiuola fiorita, e dallo scafo scesero quattro uomini. Uno si appoggiò stancamente all’apparecchio e gli altri si diressero verso la casa. Erano tutti in abiti borghesi.

Raven andò alla porta e l’aprì.

— Cosa c’è? Qualcosa di urgente? — chiese.