— Allora? — chiese Kayder, guardandosi attorno.

— Raven è a bordo del Fantôme - disse Ardern.

L’ira di Kayder esplose di scatto.

— Perché mi avete raccontato la panzana di averlo chiuso in una gabbia con il cartellino sulle sbarre?

— Infatti, lo è — insistette Ardern senza scomporsi. — Come sapete, il Fantôme è un’astronave in partenza per Venere.

— Con equipaggio terrestre. Tutti gli equipaggi delle astronavi sono composti di Terrestri.

— E con questo? Né Raven né l’equipaggio possono fare qualcosa mentre si trovano nello spazio. E dovranno atterrare. Allora Raven si troverà sul nostro pianeta, in mezzo a milioni di noi. e soggetto alle nostre autorità locali. Cosa volete di più?

— Occuparmene di persona — Kayder si avvicinò alla finestra e fissò le luci verdi del lontano spazioporto in cui si trovava il Fantôme.

Ardern attraversò zoppicando la stanza e raggiunse Kayder. — Ero vicino alla passerella, quando ho visto quel tale scendere rapidamente da un elicottero, come se mancassero soltanto pochi secondi alla partenza dell’astronave. Al controllo ha detto di chiamarsi David Raven e ha chiesto una cabina. Tra me ho pensato: “Quello deve essere l’uomo che Kayder sta cercando”. In quel momento lui si è girato verso di me e si è messo a sogghignare, come sogghigna un coccodrillo che vede un nuotatore nudo nelle acque del fiume. «Avete ragione», mi ha detto. — Si strinse nelle spalle. — Così, naturalmente, mi sono precipitato alla più vicina cabina telefonica e vi ho informato.

— Ha più impudenza di dieci impudenti assieme — borbottò Kayder. — Crede forse di essere invincibile? — Si mise a camminare avanti e indietro, tormentato dall’indecisione. — Potrei nascondere una scatola di insetti nello scafo, ma con quale utilità? I miei piccoli soldati non sanno riconoscere un individuo da un altro, a meno che uno non possa parlare con loro.