— Ah! — Charles si grattò di nuovo il doppio mento. — E così, Marziani e Venusiani possono distruggere quello che considerano proprietà di un altro popolo, mentre per i Terrestri non esistono proprietà di altri, ma solo beni comuni, e tutti di proprietà della Terra.

— Non sono affari nostri — disse Mavis — se lo fossero, saremmo stati informati di tutto. — Girò lo sguardo e fissò Raven. — Sono stati soltanto i Terrestri a chiedere il tuo intervento?

— Sì, finora. E con tutta probabilità non ci saranno altre richieste. Perché per quanto importante possa apparire la situazione in questo piccolo angolo della galassia, è invece piccola e insignificante se la paragoniamo alle situazioni di altri luoghi. Le cose sembrano diverse se si guardano da molto, molto lontano. — Raven parlava con il tono di voce della persona che sa di dire cose perfettamente familiari a chi lo ascolta. — Il regolamento dice che possiamo agire di nostra iniziativa in tutte le questioni di piccola importanza. Ed è proprio quello che sto facendo.

— Sono d’accordo — disse Charles. — Cosa vuoi da noi?

— Non molto. Questo è il vostro dominio e lo conoscete meglio di qualsiasi altro. Ditemi il nome dell’uomo che potete considerare l’ispiratore della follia separatista. Ditemi quello che sapete sui suoi poteri e ditemi dove posso trovarlo. Voglio soltanto informazioni precise. A voi decidere se offrire altri aiuti.

— Io direi di metterci a sua disposizione — disse Charles rivolgendosi alla ragazza. — Che ne dici, Mavis?

— Non contare su di me. Io intendo seguire l’esempio di Leina e continuare l’osservazione. Dopo tutto, è per questo che siamo qui. Qualcuno deve pur farlo, mentre voi maschi ve ne andate cocciutamente in giro a starnazzare.

— Hai ragione — disse Raven. — Osservare è molto importante. Meno male che le dolci femmine sono avvedute. Noi teste di legno così siamo liberi di compiere le nostre dannose interferenze.

La ragazza alzò lo sguardo imbrociata verso di lui, ma non fece commenti.

— Qui la situazione è divertente — disse Charles. — Abbiamo un fervente governatore terrestre, che proclama i suoi sentimenti e che rimane diplomaticamente all’oscuro del fatto che il movimento clandestino nazionalista domina quasi al novanta per cento. Il grande capo di questo movimento, il suo simbolo, è un’abile canaglia che si chiama Wollencott.