No, Marinetti non ha bisogno di polemiche dichiarative, perchè il suo libro è l'espressione dei suoi sentimenti e ripugna dalle scene, che voi chiamate oscene, dei suoi protagonisti. Egli dice che l'amore del fratello è la morale più possente del suo animo e delle sue azioni, che il ricordo della sua madre è quanto lo sostiene nelle difficoltà della vita, che il pensiero del figlio è la sua speranza e la sua fede. Ed egli dice ciò nel suo libro e non ha bisogno di ricorrere ad un supplemento per spiegare il suo ideale di moralità, il suo ideale di arte: e voi di tutto questo non gli tenete conto e domandate per lui quattro mesi di reclusione!
Onorevole rappresentante della pubblica accusa, quand'anche il diritto positivo non facesse a pugni con la pedanteria delle parole della vostra conclusione, solo per l'esame breve e rapido che ho fatto del materiale di questo libro voi dovreste, signori del Tribunale, dichiarare che esso è incensurato e incensurabile. ( Applausi ).
Domando ora cinque minuti di riposo, se mi si consentono, perchè ho abusato un po' della vostra pazienza e della mia voce, per continuare in questo mio esame.
L'On. Barzilai riprende quindi così:
Credo di avere dimostrato che la legge non tutela la innocenza delle ragazze.
Ferdinando Martini diceva che era ora che queste ragazze prendessero marito, non venissero a mendicare la tutela del codice per ciò che il legislatore non ha creduto fosse nel suo àmbito, e credo anche nei riguardi dei maggiorenni, che sono soltanto oggetto delle nostre indagini, il libro Mafarka di Marinetti si presenti come di nessun danno. Ma anzi ove si ammetta nella pedagogia, la utilità di una forma di educazione a base di sferzate, a base di revulsivi potenti, può anche darsi che questo libro possa stare in quella biblioteca scolastica educativa nella quale ho trovato un'ora fa il libro di Paolo Mantegazza. E allora dell'arte di questo signore e del suo futurismo si può dire quello che si vuole e che piace meglio.
Il futurismo c'entra in parte dei capi di imputazione perchè il protagonista appartiene a questa scuola, non c'entrerebbe per tutto il complesso dei programmi che furono pubblicati e propagandati nei giornali e nei teatri. È lecito essere sinceri anche a questo riguardo.
Noi certamente non pensiamo, egregio Marinetti, di distruggere le biblioteche e i musei, e non soltanto perchè questo nuoce al movimento dei forestieri. Crediamo che il presente sia figlio legittimo del passato; che la nostra psicologia è quella che sia perchè ha al disopra la storia che questo tentativo di svellere dal nostro animo il passato, distruggendolo nelle gallerie, nelle biblioteche, sia un tentativo che non risponde interamente ad una retta indagine dell'animo umano.
Si tratta, bene inteso, di incendî verbali, di distruzioni letterarie, ma anche sotto questo rispetto, all'arte di Marinetti io dico: andiamo adagio, perchè è vero che si dicono beati i paesi senza storia, ma anche è vero che qualche volta una parte delle nostre energie viene dai nostri ricordi, una parte delle nostre iniziative viene dalle nostre memorie, una parte della nostra forza di volontà viene dall'esempio. Ora, quando voi distruggete tutto questo, forse voi lasciereste i destini della patria in mano di una generazione la quale non so se riuscirebbe a far meglio di quella che è passata.
Io anche nei giorni passati ho visto dei giovani insorgere contro il pensiero di tutto ciò che rappresenta una incomodità: contro il duello, contro la guerra, contro lo sport, contro tutto quello che rappresenta uno sforzo ed un ardimento.