Il libro è stato criticato soltanto in Francia, perchè la vostra sapiente opera è intervenuta subito a impedire che fosse criticato in Italia, e il fine del libro e le intenzioni dell'autore sono così sintetizzati in questa Chronique de la France du Nord, in un articolo a firma di Arturo Maquaire, nome che non appartiene alla letteratura europea, ma che appartiene alla letteratura francese:
«Mafarka è la volontà umana svincolatasi da tutti quei vincoli terrestri che cercavano di trattenere il suo volo verso il cielo, sicuro di non conoscere più il sonno, la vecchiezza e la morte. Voi pensate bene che questa pretesa di liberare l'umanità dalla doppia servitù della paura e della donna, due pericoli davanti ai quali si rannicchiano tutti gli uomini, rischia di far lanciare dei gridi acuti ai passatisti, che tremano e si agitano al solo pensiero di abbandonare per un solo momento, per un secondo, il festino della voluttà, il festino del piacere». ( Applausi fragorosi ).
Questa è, come è stata capita, come è stata sintetizzata da questo autore e da molti altri, che io passerò a voi, come documentazione della causa, questa è la sintesi filosofica del pensiero di F. T. Marinetti. Il quale è chiamato a rispondere di oltraggio al pudore, per tre capitoli, per tre aneddoti, sostanzialmente. È vero, signor rappresentante del P. M., che voi ne avete letti degli altri; ma questo, se fa parte della vostra cultura futuristica, non fa parte dell'accusa. E i tre aneddoti sono questi: Lo stupro delle negre; Il racconto sotto la tenda; Il ventre della balena; e, se volete, vi do anche il quarto: L'offerta delle vergini al vincitore Mafarka.
Ebbene, io non leggo perchè è tardi; ma quando Mafarka si trova dinanzi allo spettacolo dello stupro delle negre (quattromila negre stuprate nei fossati di Tell-el-Kibir) quando si trova davanti a questa specie di postribolo sotto le stelle, Mafarka vi unisce il suo compiacimento? No: insorge contro i generali sporchi e vigliacchi che volevano demoralizzare l'esercito, ai soldati concedendo: vulve, vulve e vulve (ho detto vulve tre volte e ve ne chiedo scusa). E quando vengono offerte a lui le più belle fanciulle di Tell-el-Kibir, seminude, che si presentano al vincitore con tutte le grazie ed i doni di che le rese belle madre natura, e che, diciamo la verità, avrebbero fatto gola anche a voi, Mafarka il futurista le respinge, non le vuole, le ingiuria. Riconosce che, fin da quel momento, è consacrato al regno e alla vittoria, e non vuole contatti con le donne, che gli farebbero dimenticare il fine ultimo, grande, nobile della sua missione.
E quando, a premio della vittoria, nel Ventre della balena, i sotterranei di Tell-el-Kibir, così chiamati dalla fantasia zoologica del Marinetti, quando nella oscurità due bellissime donne vanno agli uomini per saggiare dove le guiderà l'istinto del sesso, e una è guidata verso di lui, non solo la respinge, ma—Mafarka era un po' esagerato e leggermente selvaggio e brutale—ordina ai suoi schiavi di gettarla nell'acquario, pasto ai pescicani e ai topi del Nilo.
E quando, signor rappresentante del Pubblico Ministero, sotto la tenda, Mafarka narra di quel particolare che voi avete chiamato equino e che doveva trasformarsi in virile, egli lo fa perchè ha bisogno di quell'aneddoto per acuire il desiderio carnale dei negri, i quali, abbrutiti dall'alcool e dalla concupiscenza, e slanciati contro di lui, finiranno poi per uccidersi fra di loro, nello stesso esercito, in un tragico reciproco scambio di colpi di lancia.
E quando voi, signor accusatore, andate anche fuori del campo dell'imputazione, e vi trovate di fronte al vecchio costruttore, il quale, a un certo punto, si libera da una femmina che gli è vicina, e che tiene la sua barba sotto il culo (È necessario questo? Vedremo dopo se è necessario; in ogni modo, era necessario usare una parola dispregiativa in questo momento), che cosa leggete? Ecco: «Si libera da questa donna, gli gronda di sangue il mento, ma specchiandosi in un'acqua madreperlacea sotto la luna, egli gridò dallo stupore al vedersi ringiovanito di trent'anni; il suo corpo era rinvigorito, uno sguardo solo gli bastò per terminare il vascello» ( Bravo! Applausi ).
Sintesi suprema del romanzo, ch'è tutto un inno alla più grande liberazione dello spirito umano, ch'è tutto una requisitoria contro le basse voglie carnali che tengono l'uomo inchiodato alla terra, ch'è forse una delle più alte parole di speranza e di fede che siano state scritte, suprema parola di giovinezza, di fede, di audacia, illuminatrici della vita! ( Applausi )
E allora dove va a finire il dolo?
Ma il Tribunale di Parma—avete cambiato un po' d'opinione alla Procura del Re di Milano?—ha ben giudicato, ha fatto benissimo ad assolvere? Perchè? Forse perchè in quel libro non si dicono delle cose crude? L'ho difeso io assieme con altri colleghi, l'ho difeso con la coscienza di difendere una causa giusta, sono stato felice dell'assoluzione di Notari; ma badate bene che quel libro contiene delle grossissime porcherie; e con la vostra teoria del dolo costituito esclusivamente della coscienza di dire porcherie avrebbe dovuto essere condannato. Avete letto « Quelle Signore? » Non lo avete letto? E, se non l'avete letto, perchè ne dite bene? perchè dite che il Tribunale di Parma doveva assolvere? Se l'avete letto, come potete sostenere il dolo contro il Marinetti, quando, proprio per la ragione dell'intenzione considerata all'infuori della coscienza di dir cose offensive della morale e del pudore, il Tribunale di Parma ha assolto il Notari? Aut aut; o parlate di quello che non sapete, e lodate « Quelle Signore », nella speranza che qui non si possa commentare la sentenza che lo ha assolto; o sapete esattamente quello che dite, e all'assoluzione di Notari, per gli stessi argomenti che voi approvate, dovrebbe conseguire l'assoluzione di Marinetti, su richiesta vostra. Infatti, perchè Notari è stato assolto? Perchè, rappresentando un postribolo, non poteva mica inscenare delle donne oneste, doveva per forza muoversi fra quelle che si dicono donne di piacere, forse perchè loro non ne provano affatto e ne danno poco anche agli altri. Ma, signor rappresentante il P. M. (non potete contraddirmi, perchè il Tribunale non lo permetterebbe, ma ne parleremo poi, da buoni amici), se assolvete nella vostra coscienza il Notari, già assolto, perchè ha rappresentato un postribolo, che voi, naturalmente, non conoscete, e allora per quale ragione non domandate l'assoluzione del Marinetti il quale ha rappresentato una terra che voi non conoscete, persone che non conoscete, climi che non conoscete, latitudini e longitudini che avete solo letto sulla carta, paesi, questo lo san tutti, dove s'agita una vita fatta di brutalità, di voluttà, di sporcizia, tutte cose che eccitano la povera carne umana, come direbbe un predicatore in quaresima. O pretendete che descriva l'Africa come volete voi? Ma egli descrive quello che vide; perchè la realtà dell'artista non è la mia, non è la vostra, è quella che vede lui; questa è la sua realtà. E voi gli dite: tu devi veder l'Africa così e così. ( Ilarità. Bene! )