—Sei andata da lui?
—Inutile. Sono venuta qui.
—Parla più basso.
Seguì un silenzio. La grondaia del cortile gorgogliava: il romore era distinto, continuo. La pioggia non era cessata. Don Placido moderò la fiamma del lume, si levò, fece pesantemente due o tre passi nella stanzuccia e Letizia lo udì borbottare:
—Evviva il furiere!... E bravo!... Evviva!...
All’improvviso le si piantò di faccia, presso alla tavola. Le chiese bruscamente, brutalmente:
—Be’?... E ora che vuoi fare?... La vita?
Ella aperse le braccia e chinò la testa.
Don Placido, dopo un poco soggiunse:
—E a Napoli ci andresti?