—Sentite, don Placido...—disse Letizia subitamente—Io non posso restare più, a Capua. Capite, don Placido?... Sono rovinata, e la rovina mia non la posso nascondere più...
L’uomo la guardò fisamente. Poi, con gli occhi piccioli e vivi, percorrendolo tutto s’indugiò a interrogare quel corpo palpitante e raccolto.
Letizia arrossì. Radunò in grembo lo scialle e ve lo rattenne con le pallide mani spiegate.
—Ho capito—disse don Placido.
E si grattò il capo con l’indice della sinistra: poi con quello della destra e col pollice strinse e trasse avanti il labbro inferiore. Levò la testa, e parve che interrogasse il soffitto.
Domandò, più piano:
—E a casa tua?
—Sono fuggita.
—Quando?
—Ora.