—Già:—disse il vecchietto, continuando a sorridere e rincamminandosi verso la sua stanza—Totò Galiero ha fatto questo. Ha fatto una madre. E te l’ha piantata col figliuolo. Che? Bello! Magnifico! Grandioso! Per gratitudine, l’ha fatto. Quella è la signorina che lo ha assistito durante tutta la sua infermità...

Fece ancora due passi e si volse.

—Totò cuor d’oro, se non mi sbaglio—esclamò—Totò cuor d’oro!... Il poeta! Accidenti! Totò cuor d’oro!

Sulla soglia della sua stanza mi salutò con la mano.

—La riverisco, sa! E lei me lo riverisca!

Suonò una risata ironica, sghignazzante, terribile. Il vecchio sparve nella sua camera.

La porticina si chiuse, sbattuta forte.


QUELLA DELLE CILIEGE