—E tu dove vai, Letizia?

Ora ella, improvvisamente, si piegava su di lui, gli gettava un braccio attorno al collo, si traeva addosso il ragazzetto obbediente, sorridente ancora. E come egli credeva che gli volesse dare un bacio, atteggiò e appressò le labbra. Ella non lo baciò. Gli mormorò rapidamente, guardandolo negli occhi:

—Tu non devi dire a nessuno che m’hai vista! Hai capito? A nessuno!

E l’atto e il suono della voce furono così imperativi che il ragazzetto, istintivamente, si ritrasse, e ritorse la faccia e cercò di liberarsi. Ma Letizia gli prese il mento nella mano, costrinse più dolcemente quel piccolo volto quasi impaurito, e lo rigirò, e si chinò fino a disfiorarlo col suo. Ripetette, con voce più bassa, con un soffio di voce:

—A nessuno! Dimmi che non lo dirai a nessuno!... Me lo prometti, Paolino? Senti, guardami! Guarda Letizia tua... Me lo prometti?...

Il piccino balbettò:

—Sì... sì... Non lo dico a nessuno.

Ora Letizia lo baciava forte sulla guancia. Egli le mormorò sulla gelida gota:

—E alla mamma tua? Neppure?...

—No!—fece Letizia, come inorridita—Vuoi dirlo a mamma!...