—Hai mangiato?
—Ho mangiato.
—No, non è vero...
—Voglio dormire. Sono stanco.
Vi fu un silenzio.
—Buon viaggio—soggiunsi—Buona fortuna...
M’ero levato. Egli mi si avvicinava, confuso.
—Almeno...—mormorò—Abbracciami, almeno!...
L’abbracciai. Sentii, in quel punto, sciogliersi il mio cuore così gonfio. Sentii che Barra era stato, dopo tutto, il mio compagno di speranze, di privazioni, di gioie... Il suo cuore batteva sul mio così forte, così forte!... E mi prese un tremito invincibile: la gola mi si serrò...
Ma, novellamente, e d’un subito, rampollò dall’orgoglioso e inasprito animo mio il tedio di questo ambiguo momento. Barra mi parve volgare e ipocrita: la sua frettolosa espansione mi disgustò.