Brevemente, dall’altra parte, suonò un risolino che subito si contenne.

—Ma, figlio, un anno fa la signora badessa stava bene! Un anno è un anno, pe’ vecchi... Basta, glie lo dirò che è venuto un signore... E come vi chiamate?

—Così... Guardate. È scritto qui...

Pe’ ferri della grata passò, scivolando sul marmo del largo balaustro e avanzando verso di me, qualche cosa come una di quelle spole in cui riponiamo le penne e le matite sui nostri scrittoi. Sbucò dalla mia parte, vi lasciai cader dentro la mia carta da visita, e la sottile barchettina si ritrasse e sparì. La donna non fece mostra di leggere la carta: da quel che potevo distinguere mi parve che se la ficcasse in saccoccia.

Vidi una cuffia bianca che si chinava.

Ave Maria... Statevi bene.

—E allora, quando posso tornare?

—Che vi posso dire?... Tra una settimana... Tra dieci giorni...

—E quando tornerò...

—Chiamate Maria Agnese la conversa. E io scenderò. E poi porterò l’imbasciata.