—Alla Posta.

La vettura si mise in moto. A un tratto il cocchiere gridò:

—Bada, ohè!

E con la punta della frusta picchiò, per celia, sulla spalla della berrettaia, che rincasava a piccoli passi.

—Vado alla Posta—disse Rocco.

—Avete visto?—sorrise la berrettaia, scansandosi—V’ho portato fortuna.

Più in là, presso il Castello del Carmine, il cocchiere si girò indietro sulla serpa:

—E alla Posta v’aspetto?

La piccola pallida lo guardò come smarrita. S’era tutta rimpiccinita e rincantucciata in un angolo della vettura. Le sue mani tormentavano la pezzuola.

Balbettò: