—Quanto durò quella vita? N'anno. Poi fu come una caduta. Come uno che cade da una terrazza all'ultimo piano e si trova a terra. Povera figlia! Stette malata due mesi e perdette tutto. Diventò un'altra. Cappello tolto, anella pegnorate, vesti vendute….. Che mestiere, frate mio, che mestiere! Gesù!….

Ora piangeva pianamente, con lo sguardo a terra, con le mani strette sul petto.

—E all'ultimo è arrivata a Piazza Francese. E l'hanno fatto chesto!… Me pare nu suonno!

—Ma chi glie l'ha fatto?

Doie cumpagne, pe gelusia.

Arrivò in quel momento una vettura; dentro vi si abbandonava un giovanotto, che aveva buttato un braccio al collo della guardia la quale lo sorreggeva, guardandolo. Un sottil filo di sangue gli scendeva sulla camicia bianca, dal collo.

La vettura entrò nel cortile con dietro una folla di gente curiosa. Il vecchietto, anche lui si accostò, inorridendo.

Il guardaporta afferrò la fune della campanella. Tre tocchi. La guardia di pubblica sicurezza gli avea fatto certo segno disperato…

Poi la gente fu cacciata e il portone chiuso.

E chisto è n'ato—disse il guardaporta, tornando al vecchietto.