—Sei contento?—mi disse l'amico—Or l'hai vista. Sei contento?

—E tu non ti commovi?

—Io! Cio'! vecio! Ne ho viste tante in mia vita! Io mi secco assai di dovermene stare qui inchiodato in questo letto, tra lamenti, spasimi, morti subitanee e morti lentissime, che non arrivano mai. Sono impregnato di acido fenico.

* * *

—Senti, vecio mio,—mi disse in un altro giorno—fra poco me ne vado. Ieri il dottore mi ha detto che ne avevo per un'altra settimana. M'ha rifatta la gamba a nuovo. Che uomo, benedeto, che grande instituzione la chirurgia!

—E dici addio alla suora?

—Accidenti! Sei un bel seccatore tu, con la tua suor Carmelina!
Guarda, ieri ella m'ha… mi ha… come si dice?

—Intenerito?

—Intenerito? M'ha fatto stomacare. È come tutte l'altre; sempre le stesse! Senti, io le ho annunziato che me ne andavo presto, fra una settimana, ch'ero bell'e guarito…

—E lei?