Ella singhiozzava:
— Ascoltatemi... Io non sono di Napoli... Sono di Capua..... Non sono pratica... Ho perso tutto e mia madre m'è morta, ieri l'altro... Avevo... lui... E mi son messa a ritrovarlo. M'ha lasciata. Voi avete visto: non l'ho più trovato... Lasciata!... Abbandonata!... Abbiate compassione... Non ho più nulla... Perdonatemi!...
Longo, con le braccia conserte la guardava.
La sconosciuta soggiunse, piano, come parlando a sè stessa:
— Sono stata tradita... Era un cameriere d'albergo..... l'albergo delle Tre Rose a Lanzieri, dove siamo stati... Non v'è più... Partito... Sparito... Non v'è più...
Longo si mise a frustare il selciato e a bestemmiare.
Ella supplicava:
— È vero... Avete ragione... Perdonatemi...
D'un subito il cocchiere le si fece accosto, l'afferrò pel braccio e le disse:
— Com'è vero Dio, stasera prendo un guaio per voi! Chi vi conosce? E avete scelto la vettura mia e me per correre appresso al vostro uomo? Ma lo sapete voi che due lire non mi bastano neppure per l'avena al cavallo, e me l'avete ammazzato!