Fuori, rialzando il bavero della sua giacchetta e tossendo a piccoli colpetti secchi, egli mi si mise allato e prese con me pel Corso tutto scuro e deserto.

S'era liquefatta la neve: al raro lume di qualche bottega ancora aperta lucevano qua e là delle pozze e dei rigagnoli. L'ercole mi pigliava pel braccio, dolcemente, e me li faceva schivare.

Facemmo una ventina di passi in silenzio.

— Abita lontano? — chiese lui a un tratto.

— Non così lontano. Ma dal Caffè Grande a casa mia c'è un bel tratto. Sono in via del Mercato.

Lui si fermò su due piedi.

— Come? Ma dunque siamo vicini! Io son lì, di rimpetto. Non ha visto il mio carrozzone?

— Sì... difatti.

Ripigliammo il cammino e si rifece il silenzio fra noi, per un tratto. Dopo un po' l'ercole riprese:

— E Bamboccetta, l'ha vista?