— È il tempo loro — disse la suora, arrossendo — Domani glie ne faccio avere.

— Domani me ne vado.

— Macchè! — esclamò l'altra, scotendo il capo — Non voglio che se ne vada così presto! Ancora non siamo in gambe, figliuola!

E le carezzò i capelli, col suo solito atto materno che le ingraziava le ricoverate più difficili.

Lentamente l'Ercolano si riaddossò ai cuscini e vi affondò il capo. Sulla sua pallida faccia passò un'ombra di tedio e di stanchezza.

— Dunque si resta intese — disse la suora — Domani non si va via. E le porterò le ciliege, domani.

La rossa avea chiuso gli occhi. Pareva assopita. La suora si chinò sopra di lei e le mormorò:

— Arrivederci, non è vero?

— Arrivederci..... — balbettò la convalescente.

III.