Bernardino trasse più accosto al pagliericcio la sua scranna, si chinò, quasi, all'orecchio della moglie e le mormorò:

— Non sanno ov'è nascosto; non lo sanno. Senti... io lo so...

La donna trascinava la testa sull'origliere e ne la levava, a fatica, per appressarla alla bocca di lui. Il marito s'era levato. Posava or le grandi mani sul letto, vi si chinava; e il letto scricchiolava.

Più piano, egli disse:

— Nella pagliaia di Donato Auricchio...

E subito si voltò dalla parte dell'uscio, come se qualcuno lo avesse udito.

— Ah, santa Sofia!.... — urlò Mariangela, che ricominciava a spasimare sul pagliericcio e a torcervisi come una serpe.

Per Gesù Cristo! La moglie con i dolori del parto, la miseria in casa, la vacca venduta, i figliuoli nudi!

E Bernardino si levò co' denti stretti, girando attorno lo sguardo fosco e disperato. Si chinò, a un tratto, e rovistò in un fascio di paglia sul quale, in un cantuccio, dormiva il cagnolo. Ne cavò la pistola a due canne che aveva portato addosso anni addietro, quando accompagnava pe' sentieri deserti il medico condotto. Forse l'aveva nascosta lì, sottomano, di recente, poichè non ebbe bisogno di caricarla. Ne volse la bocca alla porta ed esaminò l'arma, lungamente.

Ora Mariangela pareva assopita.