Vulite 'o vasillo? Vulite 'o vasillo?

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Gli avevo promesso di recarmi a vederlo due o tre volte nella settimana; lo avevo promesso anche a Fortunata. Cominciato novembre, dovetti abbandonare i miei studi di mare e il vicolo Giganti. Questa Napoli ha un clima variabilissimo; una bella giornata calda, soleggiata e poi, al giorno appresso, acqua, vento e tempesta. A novembre pigliai una mezza bronchite che mi inchiodò nel letto per dodici giorni. Pioveva, pioveva sempre. Una grande malinconia, caro Paolo, dei tristi giorni e il padrone di casa che mi spediva messaggi, e tutte le mie pratiche andate a male e tutte le mie speranze fallite....

Nei primi di dicembre, in un sabato, il tempo era bello. Uscii, tornai al vicolo Giganti che in quel punto era pieno di centinaia di femmine che aspettavano l'estrazione dei numeri del lotto e ne discutevano a gran voce. Cercai Fortunata. Era lì in casa, a lavorare all'uncinetto, accosto alla tavola, sulla quale si raffreddava la minestra in un piatto. Quando mi vide si levò, pallidissima; levò le braccia in atto disperato e balbettò, tra' singhiozzi:

Signo'! È muorto! È muorto!

Ti giuro, cominciai a piangere anche io, come un fanciullo. Ella, ricaduta a sedere, aveva poggiato le braccia sulla tavola e sulle braccia nascondeva il volto, singhiozzando. Io era rimasto in piedi, dinanzi a lei, muto; non sapevo che dirle. Fortunata levò la testa e mi guardò con occhi così spauriti, che parve fossi io che le portassi la mala notizia.

Il mio ritratto del piccino era accapo al letto, tra un ramo di olivo e la palma benedetta. Accompagnandomi fino alla porta, Fortunata mi diceva:

— Voleva vedervi.... Dimandava sempre del pittore....

I singhiozzi la soffocavano.

Me ne andai. Per via camminavo come intontito. Il piccino, benedetto piccino, il piccolo amico mi seguiva. Mi seguiva la sua vocetta tenera, come ora mi parla mentr'io scrivo di lui a te. Perchè in questa malinconica mattina di marzo, egli è qui, accosto a me. E nel silenzio della mia cameretta, egli mi ripete ancora, dolcemente, con un balbettio: