Che lle starranno facenno? — mormorò il vecchietto.

Due lagrime gli vennero giù lentamente per le gote. Il portinaio vuotò la pipetta nella mano e, dopo un silenzio, chiese:

Mbè?

— Quanto durò quella vita? N'anno. Poi fu come una caduta. Come uno che cade da una terrazza, all'ultimo piano, e si trova a terra.... Povera figlia! Stette malata due mesi e perdette tutto. Diventò un'altra. Cappello tolto, anella pegnorate, vesti vendute.... Che mestiere, frate mio, che mestiere! Gesù!...

Ora piangeva pianamente, con lo sguardo a terra, con le mani strette sul petto.

— E all'ultimo è arrivata a Piazza Francese. E l'hanno fatto chesto!... Me pare nu suonno!

— Ma chi glie l'ha fatto?

Doie cumpagne, pe gelusia.

Arrivò in quel momento una vettura; dentro vi si abbandonava un giovanotto, che aveva buttato un braccio al collo della guardia la quale lo sorreggeva, guardandolo. Un sottil filo di sangue gli scendeva sulla camicia bianca, dal collo.

La vettura entrò nel cortile, rincorsa da una folla di gente curiosa. Il vecchietto, anche lui, si accostò, e cacciò la testa sotto il soffietto della vettura.