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Tempo fa capitò nel vico la mamma, una vecchia. Chiese conto a tutto il vicinato di quello che il figlio di lei, Peppino, usasse di fare, stando a vendere acqua. Risposero tutti: Che volete che faccia? Vende l'acqua.

Diciteme 'a verità! — insisteva la vecchia.

Ma ch'è stato?

Allora quella raccontò che il figlio aveva dato di volta. Non si sapeva perchè. Non aveva voluto mangiare, non bere; s'era spogliato nudo e voleva precipitarsi dal balcone. Un balcone al quinto piano, al vico Fico. Nemmeno l'ossa si sarebbero trovate!

Ma avite appurato pecche è mpazzuto?

Gioia mia, pe l'acqua d'o Serino. L'acqua nosta nun se veve cchiù. A che simmo arrivate! Come fosse veleno!

— A casa — seguitò la vecchia — Peppino parlava sempre dell'acqua di Serino. Un'ingiunzione municipale che ordina agli acquafrescai di non vendere acqua che non sia di Serino aveva colpito pur lui, giorni addietro. Il giovanotto se c'era fissato. Domenica scorsa, bestemmiando, — Gesù, lui che non ha mai bestemmiato! — in un impeto frenetico ha afferrato un coltello e si voleva ammazzare. Poi ha strappato la chiave all'uscio di casa e se l'ha data in capo e s'è ferito. Il medico ha detto che è pazzo....

La vecchia piangeva. Tutte le comari si sono intenerite e anche la capèra, dal suo balconcello pieno di rose. Intorno alla vecchia s'era radunata gran gente. Quando la madre di Peppino se n'è andata i commenti duravano ancora.

Vuie vedite 'a fantasia 'e ll'ommo addò va a sbattere! — ha esclamato una rossa, in camicetta bianca.