E ho visto la capèra che rispondeva dal balconcello, col secchietto in mano:
— Quanno uno sta sulo sbarea. Quann'è nzurato penza 'a mugliera. Chi tene belli denare sempe conta, e chi tene bella mugliera sempe canta!
— È overo, — ha detto la rossa. — Ma Peppino 'o teneva o nun 'o teneva 'o core mpietto?
— Io che saccio? — ha esclamato la capèra, ridendo.
La rossa, che ha intorno una nidiata di marmocchi, ha levato le braccia, gridando a tutti i maschi del vico:
— Uommene! Uommene! Nzurateve!
Il mistico matto era dimenticato. Le femmine gridavano con la rossa, le braccia levate:
— Nzurateve! Nzurateve!
E sulle soglie dei bassi, nelle botteghe, nella via, gli uomini ridevano, contentissimi, e ridevano pur le femmine che li incitavano ad ammogliarsi, e negli sguardi accesi degli uni e delle altre il desiderio luceva. Era, in quest'ora, ancor tutto caldo di sole il vicoletto. E il diavolo del terzo peccato alitava su tutte quelle facce sudate, passando improvvisamente tra quello scoppio d'urlante sensualità plebea....