— Ma non qui....

Allora la Bellavita se lo trascinò in casa pel braccio, come fa una madre col figliuolo.

Sulla soglia l'Offretelli resistette ancora, irresoluto.

— Aspettate....

— Venite, venite! — gli fece, con un'ultima strappannata.

Allora lui rinserrò alle spalle la porta e si trovò con la Bellavita nella oscurità.

— Ditemi tutto, tutto! Sedete qua, parlate, ora nessuno ci ode....

L'Offretelli, sospinto, cadde a sedere su di un divanuccio che gli si allungava dietro le gambe. Erano nella camera da pranzo. Un odore di aceto vi si spandeva, poichè, poco prima, la Bellavita ne avea conciata un'insalata di cetrioli. Del balcone erano chiusi gli scuri, ma un lume sottile trapelava per la fenditura, un filo giallino s'allungava sul pavimento.

— Dite, dite!... — chiedeva lei, stringendosegli tutta accosto.

— Bene, quand'è così....