— Per Cristo! — mormorò. — Pare una farsa!

Tutto rosso e sudato, col cappello buttato indietro sul cocuzzolo, la cravatta di traverso, si contemplava e ricordava, stupefatto.

— E i quaderni?

Li aveva dimenticati laggiù, sul divanuccio, forse. Lasciarglieli? Mah! Ridiscendeva lentamente, indeciso. Di fronte all'uscio della Bellavita s'indugiò, tentando con le dita irresolute la corda del campanello.

Certo ella piangeva ancora, quella stupida, si lamentava ancora! Accostò l'orecchio al buco della toppa. Proprio; piangeva ancora. Nella pace della stanza, subitamente, mentr'egli origliava, risuonò un piccolo grido angoscioso, che fu seguito da un singhiozzare a schianti. Lo studente lasciò star la cordicella e tornò addietro in punta di piedi.

— Ci ho persi i quaderni. — mormorava per la scala silenziosa. — Già, sempre qualcosa ci si rimette. È destino, è destino! E io ci ho rimessi i quaderni....

Nella notte serena

La compagnia di Battista Andretta, detto l'uomo gigante, s'era fermata a Marigliano, per tre giorni. Di lì, si diceva, sarebbe andata a Nola, poi a Palma, poi a Sarno. E poi? Chi sa dove! I saltimbanchi sono come gli zingari: tutto il mondo è casa loro.

Intanto i mariglianesi si divertivano. Nell'ultima sera delle rappresentazioni il caffè di Nicola Fiore rimase deserto molto prima del solito. Don Olindo Borrelli, medico condotto, s'era tirato dietro tutti gli avventori. Il caffettiere, rimasto solo dietro le sue chicchere slabbrate, si seccò, dopo cinque minuti, pure lui. Pensò, ripensò, infine si decise. Dopo aver raccomandato alla moglie, che sonnecchiava, di badare alla bottega, infilò la porta, accese un sigaro e alzò il bavero del cappotto, contento come uno scolaro che ha marinata la lezione. C'era quella Nanna, perdio, laggiù da Battista Andretta! Da tempo Marigliano non vedeva più ragazze così carine! E così appetitose! Incamminandosi, don Nicola Fiore si fregava le mani, impaziente.

L'ultima rappresentazione durò oltre le due ore. Era lungo l'addio e per quella serata lo spettacolo complicato d'ogni sorta di sorpresa. I mariglianesi, entusiasmati, battevano le mani grossolane, vociando: