Nanna, come lui glie lo porgeva, lo rifiutò con un piccolo gesto pieno di nobiltà.

Disse il pagliaccio:

— Grazie, principessa.

Il cielo si poteva dir sereno. Una sfilata di nuvole bianche correva innanzi alla luna. La quale, come la compagnia venne di fuori nella strada, vinta dai suoi istinti femminili, mostrò la faccia pallida e curiosa.

Il pagliaccio le fece di cappello, con un inchino profondo.

— O luna piena! — esclamò. — Ci sapresti dire quanto ci si mette di qui al paese dove andiamo?

— Avanti! — disse l'Ercole.

Il carretto si mosse. Le ruote si lamentarono, un asse scricchiolò. Poi succedette nel silenzio un monotono rotolio e suonò a cadenza il passo del mulo.

Il pagliaccio sì volse indietro e salutò con la mano.

— Addio, placido asilo! Addio, presepe! I re magi se ne vanno.