— Che cosa?
Quello sorrise, per la faccia che il carbonaio avrebbe fatta.
— Idroiodato di potassa, con acqua distillata.
— Ah! — disse l'Addosio, a bocca aperta.
E per un pezzetto tacque, guardandolo. Poi gli prese una mano tra le sue, glie la spiegò, lentamente.
— E ancora vai alla stamperia?
Il ragazzo dondolò il capo. Non ci andava più, da un pezzo. Soltanto c'era stato il giorno avanti, a rivedere i compagni, e aveva composto mezza pagina, per non dimenticare.
Raccontando contemplava lui pure, distratto, le sue mani deformate, dall'unghie tendenti a una incurvazione di artiglio. Già nelle dita la fatale ippocrasia si svelava, inesorabile.
Soggiunse, con una grave lentezza di voce:
— Non vuol più che ci vada il medico, e nemmeno il rettore della parrocchia. Dice il medico che questo me l'ha fatto la stamperia, l'odore del piombo e la macchina grande per il giornale, col carbon fossile. Tutto entra qui.