E si toccò in petto.
— È vero, — mormorò l'Addosio.
— Il rettore — continuava — stamani, a prima ora, m'ha voluto confessare. M'ha chiesto se poi gli volessi servir la messa. Io veramente volevo servir la messa....
— E l'hai servita?
— Sì, dopo.
— Ti sei anche comunicato? — arrischiò il carbonaio.
— Sì.
Il carbonaio s'intenerì. Gli battè con la mano sulla coscia, gli prese il mento tra due dita, carezzandolo, approvando.
— Bravo!
Ma non seppe dir altro. Lui pigro, lui vizioso, dormiglione, con la salute, col sangue acceso fin nelle cornee degli occhi, non reggeva a questa rovina infantile. Glie ne penetrava dentro una tormentosa paura, un ribrezzo, lo schifo di quella tosse, di quelli sputi sanguigni, orribili.... Lasciò andar la mano del ragazzo che attaccava alla sua grossa mano un sudore freddo. Il ragazzo la ritrasse pian piano.