— Sissignore, — balbettò il cocchiere.
— L'ambasciatore se lo portò a braccetto al porto di mare e gli mostrò tanti bastimenti tutti pieni di soldati.... e tenevano i cannoni pronti e le miccie accese.... Compare, voi sentite?
— Sicuro, — rispose il cocchiere, — e poi?
— Perchè se non mi sentite è inutile parlare, — disse don Michele. — Disse l'ambasciatore: Maestà se vi movete spariamo tutti i cannoni contro la città.
— Sangue di Bacco! — urlò il cocchiere, interessandosi. — Bene.... e poi?
— Disse il re di Prussia: Ora venite con me, all'ambasciatore. E se lo portò a palazzo reale. Là c'erano più di centomila cannoni pronti a far fuoco e.... state a sentire.... lui disse all'ambasciatore: Vedi questi cannoni?... Sì, Maestà.... Sai che sei solo?... Sì, Maestà.... Ebbene, disse il re di Prussia, ora spara....
Seguì una parolaccia a cui fece eco un'esclamazione del cocchiere.
— Evviva! Bravo! — gridava costui, entusiasmandosi. — Così gli disse? Evviva! Evviva!...
— Che vi pare? — disse don Michele.
— Evviva il re di Prussia! — urlò il cocchiere con le braccia levate.