Davanti a ciascuno di que' «bassi», de' capannelli commentavano. La gente andava e veniva, passava, e guardava nella tintoria, curiosamente, cercando con gli occhi Vito, cercando d'ancora ascoltarne qualche parola, di sorprenderne un gesto. Certo l'avvenimento era stato strano. I bambini, davanti alla bottega, s'incantavano, le piccole mani sul dosso, la bocca aperta. E tutto il vicolo s'empiva d'un susurro incessante e partecipava al gran fatto. Un gruppo di femmine scese, dal sommo della stradicciuola, al Cristo dell'angolo. Passando, tutte a un tempo si voltarono a guardar di sfuggita nella tintoria, dove il lavoro era stato ripreso. Da una tinozza un gran fumo azzurrognolo si levava, si diffondeva per la bottega. De' brevi colpi di tosse suonavano. Un acre odore usciva fin nella via, un pessimo odore di concia, che assaliva con fortissima nausea lo stomaco. De' tonfi sordi, a cadenza, si seguivano in fondo, nella semioscurità, ove alcune figure s'agitavano. Vito non si vedeva.
Quel gruppetto di femmine tirò avanti, deluso; si fermò al Cristo gigantesco e ognuna di quelle levò in su gli occhi a contemplarselo. La croce s'ergeva lì, dal tempo dell'ultimo colera, sopra una base a dado rivestita di mattoncelli azzurri e gialli. Una cupola di latta proteggeva il Cristo dalla pioggia, e il fondo della cupola era un campo d'azzurro consparso di piccole stelle d'oro. Il corpo di Cristo pendeva, la testa bendata ricadeva sulla spalla destra, e per le forate palme delle mani, dal chiodo rosseggiante, un sottil filo di sangue scendeva lungo le braccia. Ancora alcune gocce di sangue nerastro tingevano quel pallido corpo, al sommo del petto; e più sotto, da un'altra ferita di lancia spicciava pur il sangue sulla bianca fascia che cingeva la vita. I due fanali della cupoletta erano accesi e, a volte, nel vivissimo chiarore del sole, le fiammelle loro vagavano incertamente. In giù, sulla base di mattoncelli, presso allo scoglio della croce, due piante di camelie si levavano da piccoli vasi dipinti di rosso, e inaridivano. Più forte e tenace, più verde, sotto un lieve pulviscolo lucente al sole, un'edera saliva e conquistava quel legno.
II.
Alcune di quelle femmine si misero a pregare sottovoce, gli occhi lacrimosi sul Cristo. E due altre, giovani, che s'eran piantate lì davanti, a braccetto, lo contemplavano, mute. Una di queste sbadigliò e mise un lungo sospiro, seccata. Come le altre, pispiglianti giaculatorie, si voltavano:
— Be', — osservò, confusa, per dir qualcosa, — ha fatto il voto e non gli porta nemmeno un cero....
— È vero, — disse la più vecchia. — L'uso è questo. Glie lo voglio dire, io che l'ho visto nascere.
E se ne tornarono. Per via la vecchia lo andò prima dicendo a tutti. Ancora si parlava del voto, da per tutto. I passanti si fermavano e interrogavano la gente del vicolo.
— È stato un giovine che ha fatto un voto al Crocifisso.
— Dei ceri s'è scordato, — interrompeva la vecchia. — E ora ci vado io....
Entrò nella tintoria e si mise a dire: