Così, pian pianino, s'allontanò, voltandosi indietro a ogni passo. Ora nella strada si faceva un silenzio profondo; lui s'aspettava da un momento all'altro di vedersi capitare addosso i carabinieri. Per questo rasentava i muri, cercando l'oscurità e l'appoggio. A volte uscendo dal buio la sua ombra si disegnava a terra, dondolandosi come la campana del Carmine quando suona a morto. Allo svolto, nel chiarore d'un fanale che gli faceva veder doppio, inciampò, sbattendo le mani all'aria.

Poi daccapo rientrò nel buio che per buon tratto si fondeva su i muri, nel vicoletto. Parlava solo, pensando ancora al compare abbandonato laggiù in mezzo alla via.

— Io? — mormorava, figurandosi di dover rispondere del cocchiere a qualcuno. — Ma io non lo conosco!... Com'è vero Dio non lo conosco.... Lui è caduto e s'è fatto male.... Come si chiama?... E se io non lo conosco?... Che vi posso dire?... È stata una disgrazia.... è caduto e s'è fatto male.... È ubriaco.... È un porco.... Ha bevuto quattro litri.... Così ha detto lui.... Chi ne sa niente? Signor brigadiere.... Se mi credete.... Sull'onore della mia famiglia....

Si fermò, parlando a un muro, nell'ombra. Ora il silenzio era grande, nessuno passava. Si tolse il cappello, salutando; poi fece spallucce e si rimise in cammino. E continuò a negare:

— Non lo conosco! Ma a forza mi dev'esser compare?... Ma se io non lo conosco!...

Sfregio

Fronn 'e vurraccia,

Se nun te piglie a me te taglio 'a faccia!

Con Peppinella si volevano tanto bene che avrebbero fatto a morsi; così di quello scandalo Nunziata n'empì tutto il quartiere per due giorni di fila e ne parlava sempre, tanto che al sabato, quando Peppinella seppe chi avesse data la voce e andò a trovare la spiona proprio innanzi alla casa, vennero alle brutte e si strapparono i capelli a manate. Quando le divisero, e ci volle molto, ansimavano che pareva avessero fatto una corsa e si guardavano ancora con tali occhiate velenose che si credette volessero ricominciar daccapo. La lotta era stata muta, senza un grido, nè un'insolenza; ora pigliavano fiato per lanciarsi ingiurie da trivio e giuravano sull'onore offeso ch'era un divertimento a sentirle.

— Parla mo', — disse Peppinella, mentre la tiravano via, — t'ho sciolta la lingua, bruttona!