Ma quando si trovò sola nella strada solitaria, il canto le morì sulle labbra, portò il grembiale sciupato alla bocca, lo strappò con un impeto convulso e si volse indietro fermandosi, guardando innanzi a sè con gli occhi rossi nel vicolo oscuro ove indovinava dei commenti arrischiati e una opinione già dubbia sulla sua onestà.
— Hai ragione! — mormorò torcendosi le mani. — Ma t'ho da far piangere sangue, va!
Pure si tennero il broncio soltanto due giorni, perchè, al martedì, quando Carmeluccia la capera venne da Nunzia a pettinarla e le fece intendere, mettendole le forcinelle nei capelli, che Peppinella voleva far pace e le mandava a dire che quella brutta sera l'aveva dimenticata, Nunzia si trovò a dire di sì senza che l'avesse nemmeno pensato. E lo stesso giorno, innanzi a tutto il vicinato, s'abbracciarono e si baciarono; Peppinella, che in fondo era una ragazzona e aveva il cuore tenero, si mise a piangere; l'altra non ebbe un sussulto, le restava ancora nell'anima il pensiero della rivincita che nessun conforto poteva addolcire. Così del fatto non se ne parlò più. Intanto Peppinella cambiava innamorati a settimana, tornava a casa tardi e a volte tutta rossa come se fosse stata a cenare in compagnia, e non ci badava nemmeno agli sguardi di curiosità maligna di cui, mentre passava, la investivano le comari del quartiere. Tanto lei non se ne dava per intesa. Era venuta su tutta in una volta, passando in un momento dalle forme indecise di fanciulla a quelle forti e voluttuose di giovane fatta, e correva ora su questa via poco sicura con una sbadataggine da bambina, punta solo dai desiderii ardenti della sua gioventù. Per questo, lassù alla Concordia, lo scandalo cresceva giorno per giorno, e quando, dopo due anni, Tetillo ritornò da Perugia, sul conto di Peppinella se ne dicevano di nere come il carbone.
Due anni fanno presto a passare; Peppinella se lo vide addosso appunto quando meno se l'aspettava; egli capitò alla Concordia la mattina di santa Teresa, quando c'era la festa alla strada vicina.
Nunzia lo fece appena arrivare, e la stessa sera mentre lui tornava da salutare la siè Rosa, che lo conosceva da bambino, gli disse le cose come stavano.
— Per la Madonna del Carmine! — balbettò Tetillo, diventando bianco come un cencio. — Ma è vero quello che mi dite, Nunzia?
— Per chi m'avete pigliata? Credete che voglia attizzar fuoco per ridere? Tant'è, adesso anche le pietre della via lo sanno.
— Ah! sangue di Cristo! — mormorò lui. — Per questo, quando sono venuto, lei non m'ha detto nemmeno ben tornato, e la gente mi guardava in faccia come se rivenissi dall'altro mondo! Ah, va bene! E chi è questo signore?
— Sì! — disse Nunzia, che s'era trovata ad aprir la bocca e voleva snocciolarle tutte. — Uno? Dimandate quanti sono stati; è il resto di quelli che sappiamo noi.
— Ah? — esclamò lui con un sorriso forzato, mentre le mani gli tremavano. — Me l'ha fatta bella, Peppinella! E va bene!... Privo di mamma mia se stasera non le dico una parola all'orecchio!