Tore non gli badò: si chinava a pigliar le mele, e d'una più piccola avea già fatto una boccata.
— Eh? — fece.
— Uscirà Rinaldo?
— Che ne so, io? — disse Tore stropicciando una mela sulla giacchetta, — può essere.
Gli volse le spalle e chiamò il monello delle panchette. Don Peppe, confuso, mortificato, lo guardò che s'allontanava. Non gli tenne dietro per suggezione, intanto stava sulle spine. Dimandò a un signore che ore fossero; mancava poco alle tre.
— Torniamoci, — pensò, — tanto dimani dimanderò com'è andata a finire.
S'incamminò a piccoli passi. S'era levato un vento forte; la polvere del carbone che scaricavano dalle barcacce, vi turbinava, spinta qua e là, battendogli sulla faccia. Don Peppe dovette fermarsi, ne avea piene le narici e negli occhi sentiva delle punture irritanti. Mentre provava a strofinarseli il vento gli portò via il berretto.
— Cristo! — mormorò lui, che adesso perdeva la pazienza.
Con le labbra strette guardò il berretto che rotolava per terra e che infine si fermò, impigliato sotto la ruota d'un carro. Allora gli si accostò senza fretta, brontolando. Quando gli fu vicino gli tirò una pedata violenta, accompagnando l'atto con una bestemmia. Tante piccole contraddizioni lo mettevano in un orgasmo insopportabile. Ora, per un'altra volta, la disgrazia di Rinaldo gli tornava nell'animo, persistente, seria. Un ragionamento che glielo presentava sotto un aspetto orroroso gli rimetteva nella memoria il combattimento. Vincitore, nella fantasia, nel cuore degli uditori sarebbe rimasto sempre il tipo di personaggio soprannaturale, invincibile, sorprendente. Vinto, diveniva uomo, diveniva comune, la superiorità spariva. Ah! corpo di Dio!
— E come farà a liberare Angelica? — si domandava don Peppe, camminando, con le mani dietro alle spalle, guardando a terra, tutto astratto. — Almeno scappasse! Sta a vedere che non uscirà più! Lo volessero ammazzare? Eh! e lui se ne starebbe così con le mani in mano? L'hanno attaccato con le corde. Attaccato? e che vuol dire? Le spezza. Gli sta bene, l'ha voluta lui! Quando s'ha il prurito d'arrischiarsi solo, in un bosco, di notte.... Ah! mannaggia! Questi Saraceni che fanno i rodomonti! Ora vonno essere allegri, vonno. Già, l'abbiamo preso Rinaldo, l'abbiamo carcerato! Sì, a tradimento l'avete preso, avrebbe fatto un boccone di tutti!... E lui che non se li ha mangiati vivi! Puh!...