E prima ch'ella ne cominciasse una delle sue:
— Facciamo così, — soggiunse, — aspettiamo un'altra mezz'oretta, tanto avete fatto il collo lungo sin'ora. Voglio dormire un poco, forse il sonno mi farà venir voglia di mangiare.
Ella rimaneva lì, rimpetto a lui, guardandolo curiosamente da capo a piedi, con occhiate sorprese. Lui, non sapendo dir altro, con gli occhi a terra e aspettando che se ne andasse.
— Hai capito? — fece dopo un momento di silenzio durante il quale subì un esame lungo e noioso, — non è niente. Di' a Nannina che abbia un altro po' di pazienza.
Nunzia fece spallucce ed uscì borbottando. Era jettatura, via; l'altro giorno tre piatti rotti e il gatto scappato; oggi, l'onomastico di Nannina, quest'altro guaio! Va bene; aspetterebbero.
Lui rimase solo, in una mezza oscurità che metteva nella stanza la persiana calata innanzi al balcone. Si acconciò sul letto e provò a chiuder gli occhi. Stette così due o tre minuti, colle braccia stese, la bocca aperta, soffiando pel caldo che l'opprimeva. Nella penombra, la camera taceva; un moscone con un ronzio importuno sbatteva sui vetri.
Dalla strada con un'eco sorda arrivava il rumore delle carrozze e sotto la volta del balcone, che il sole imbiancava, passavano le loro grandi ombre rapide. Si mise a guardarle, sbadigliando. Intanto gli tornava il pungolo di quella gran mala sorte di Rinaldo, caduto così barbaramente fra le mani di que' rinnegati.
— Scapperà? — pensava, mettendosi a sedere in mezzo al letto, con le mani sui ginocchi, mentre alcune grosse goccie di sudore gli scorrevano per la faccia.
Una voce gli mormorava: è scappato; e un'altra: non ancora. Tutte e due lo tormentavano; stette un pezzo dubbioso, provando gli stimoli e le reticenze di chi si vuol decidere e non sa. A un tratto, senza poter trattenersi, si buttò giù dal letto, si mise le scarpe, infilò la giacchetta, cacciò in tasca il cappello molle e, in punta di piedi, uscì. Si fermò nell'anticamera, origliando.
Dalla stanza vicina veniva fuori la voce della siè Nunzia che raccontava un fatterello ai bambini, per intrattenerli. Delle domande di curiosità puerile la interrompevano.