La guardò tutto raccolto, addizionando mentalmente, stringendo gli occhi, stringendosi ii labbro inferiore tra' denti. Poi scrisse la cifra, ripose la penna e ripetette:
— Eh?
Vi fu un silenzio. Egli rimase un momento a contemplarla, mentre lei taceva, sotto la tenera calma dello sguardo di lui. Poi allungò il braccio di sopra alla tavola, le pigliò la mano, si trasse accanto la piccola moglie, dolcemente, sorridendo.
— Siedi qui, vicino a me: chiacchieriamo.
Allora, quando ella si sentì così vicina a lui, così vicina all'anima di lui, all'amore di lui, lì nelle sue braccia, sotto il suo alito lieve che le passava sulla nuca, quando si sentì il suo bacio sulla gota, presso alla bocca, volle dir tutto, come se avesse aspettato quell'abbandono per confidarsi. No, no, non potevano rimanere in quella brutta casa, in quella casa fredda, senza vedere nessuno, senza sentir la voce di nessuno! Anche lui v'invecchiava, non se n'era accorto? Aveva fatto de' capelli bianchi sotto alle tempia, accosto all'orecchio.
— Non è stata la casa, — disse lui, sorridendo.
No, era stata la casa. Ella non avrebbe saputo lavorare con la mente calma qui, come lui lavorava. Non sentiva niente lui? Non provava nessuna oppressione di spirito, nessuna stretta al cuore? Oh! due camerette, niente altro: due camerette col sole, coi venditori sotto le finestre, col sole sul letto!
La voce le si empiva di lacrime. Egli era rimasto a udirla, in un tenero sbigottimento, meravigliandosi della violenza dello sfogo.
— Via, — promise, — si rimedia, si rimedia. La mattina di buon'ora, prima dell'ufficio, mi metterò in giro. Troveremo un'altra casa....
— Guarda. — ella interruppe, — se vuoi, uscirò io; vuoi ch'esca io?