— Torniamo.

Ripresero la via di casa. Nessuna parola. Egli si batteva sulla coscia, col bastoncello, tenendo gli occhi a terra. Bianchina guardava qua e là, senza nessuna irrequietezza, con gli sguardi lunghi delle persone indifferenti. A volte lui si metteva a osservarla di sottecchi, meravigliato di quel silenzio. Ella aveva le labbra socchiuse; le agitava, come s'ella mormorasse qualcosa, un tremito leggero. Passando innanzi alla chiesa di San Giovanni a Mare ella vi guardò profondamente, con un sospiro. La chiesetta era chiusa; s'era seduta sugli scalini una mendicante e i suoi bimbi le gironzavano attorno.

— Signora, signora! — piagnucolò quando le passarono accosto, — la carità! La Madonna accompagni voi e il vostro sposo, signora....

Bianchina le gettò un soldo, impallidendo. Lì dentro, nella chiesuola scura e malinconica, tra le pareti coperte di voti e di quadretti, ella avea pianto, poco prima; la sua preghiera interrotta dalle lacrime forse v'aleggiava ancora.

— Che vogliamo fare ora? — disse lui, quando furono a dieci passi dal palazzetto.

— Vieni, — disse Bianchina, — accompagnami fin laggiù; debbo dirti una cosa.... vieni....

Lo avea afferrato pel braccio, se lo traeva dietro, pareva convulsa.

— Aspetta, — disse lui. — Ma che è? Dimmelo qui.... ci vedono.... perchè non hai parlato per via?

— No, no, vieni! — insisteva lei.

Quando furono nel palazzetto, presso a' primi gradini della scala, nella penombra, lo afferrò pel soprabito, gli accostò la bocca all'orecchio, mormorando parole rotte, balbettando nella commozione. Lui si sentì sulla faccia l'alito di febbre, il respiro affannoso di lei, il sibilo de' denti stretti fra i quali passavano le parole....