Il ritornello vernacolo cambiava ad ogni quartina e, secondo gli avvenimenti della narrazione, consigliava alla santa quel che dovesse fare.
— La madre, — spiegava quello del trombone, — la madre non voleva che ci amoreggiasse, ma la figlia fu ostinata e quello che doveva succedere, successe.
La gobbetta ripigliò:
E in capo a nove mesi....
E qui il ritornello supplicava:
Sant'Anna potente,
Vuie l'avite perdunà!
— Allora, — soggiunse il trombone, mentre gli strumenti tacevano e la folla s'inteneriva, — una notte sant'Anna che fa? Apparisce in sogno alla donzella e le dice....
La gobbetta riprese a cantare:
Io mi chiamo Sant'Anna,