— Davvero? — disse lui.

E con uno sguardo di ragazzetto impertinente la fece arrossire anche più.

— Venite con me, — disse ai bambini.

Li condusse innanzi alla panchetta d'uno che vendeva i ceci arrosto, ne comprò per due soldi, n'empì loro le mani. Il maschietto se li cacciava in tasca e ne mise perfino nella scatola de' fiammiferi.

— Oh! — diceva Malia, confusa. — E perchè fate questo?

— Lasciate andare, — rispose lui, gettando i due soldi sulla panchettina, come un signore.

Tornarono indietro passo passo. I piccini si erano messi a rosicchiare i ceci, in silenzio. Malia accosto al piccolo galante si dava un'aria di languore, socchiudendo gli occhi al sole, guardandosi le mani, con la testa china.

— Voglio venire a trovarvi; — ripigliò il servitorello, — voglio salutare mamma vostra che non vedo da tanto tempo. Abitate ancora laggiù, di faccia alla bettola?

— Sì, — fece Malia, rialzando il capo, — non vi potrete sbagliare. Ma lo dite per dire, voi non ci verrete....

— Oh! parola d'onore! — giurò, stendendo la mano.