—Sì,—-rispose Ernesta,—sono contenta perchè m'ami, perchè t'amo.
—E perchè m'ami? Non lo sai; nemmeno io; ma so perchè hai finito ad amarmi….
—E perchè?
—Perchè sei buona, perchè hai cominciato dalla pietà, perchè ti ho fatto compassione…. non è vero?
Nessuna risposta. Era vero.
—Senti,—proseguiva il cieco animandosi,—guarirò, voglio guarire, è necessario ch'io guarisca…. e allora, senti…. non andrò più al caffè nè al Circolo.—
Ernesta rideva.
—No non ci andrò più, staremo sempre insieme, andremo in campagna; ho tante cose da dirti, non mi annoierò; una volta ero uno spensierato, ora invece penso; ti dirò cose che ti faranno ridere, perchè tu già le saprai, ma che mi sono care perchè non le ho lette nei libri, e le ho trovate io…. ah! non mi annoierò al tuo fianco!—
Poco dopo soggiunse mestamente:
—Agenore dice che l'operazione sarà dolorosa, non è vero?…